Carte di famiglia
il progetto Carte di famiglia accomuna alcuni importanti archivi di famiglia attualmente presenti sul territorio nazionale (Credaro e Spini a Sondrio, Goria e Siciliani de Cumis ad Asti, Colosimo a Petronà) e si prefigge una funzione pilota nell’ambito della riorganizzazione e divulgazione dei contenuti di queste importanti “carte di famiglia”, un patrimonio di documenti, informazioni e notizie di rilievo storico e culturale spesso dimenticato e scarsamente valorizzato.
Fra le numerose tematiche suscettibili di sviluppo e trattazione, sarà data particolare attenzione a quelle dell’educazione, della formazione, della scuola e della famiglia.
Non a caso la denominazione formale ed estesa del progetto è Comunicare la famiglia ed educare alla famiglia. Progetto-pilota per la divulgazione dei patrimoni archivistici familiari presenti in Italia.
Le iniziative attraverso cui si concretizza il progetto sono: incontri e convegni a Sondrio, Asti e Petronà; questo portale internet, la pubblicazione degli atti dei convegni, l’istituzione di un centro di documentazione credariana presso la Biblioteca “Luigi Credaro” a Sondrio.
Il progetto si svolge in forma di partenariato con il contributo forndamentale della Fondazione Cariplo sul bando “Creare e divulgare cultura attraverso gli archivi storici”, rif. 2009/3666.
Queste le istituzioni coinvolte: Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ente capofila), Biblioteca “Luigi Credaro” della Banca Popolare di Sondrio, Archivio di Stato di Asti, Università di Roma “La Sapienza”, Comune di Petronà (CZ).
Il progetto ha una durata di tre anni, con inizio il 1° gennaio 2010 e conclusione il 31 dicembre 2012.
Descrizione dettagliata del progetto
Scrivere lettere piene d'amore
Il codice comunicativo degli affetti familiari prima del web
Lettere e memorie come fonte di storia politica e socio/affettiva
Laboratorio didattico a cura di Fausta Messa
L’esercizio della scrittura, in situazioni estreme, svolge sicuramente un’azione di contenimento della disperazione, spinge a dare il meglio di sé, anche sotto il profilo formale ed estetico, a rafforzare i legami affettivi attraverso la comunicazione spontanea di ciò che normalmente viene taciuto o dato per scontato, a preoccuparsi addirittura più degli altri che di se stessi.
Tutto ciò emerge dalla lettura di svariate lettere, scritte da personaggi di epoche diverse, di cultura diversa, ma in situazioni fortemente critiche, come l’essere poveri in cerca di lavoro all’estero, oppure in guerra, oppure prigionieri di guerra o rifugiati.
Le lettere e le scritture di memoria prese in considerazione nel laboratorio coprono un arco temporale che va dal 1910 al 1945 e sono un piccolo campione del patrimonio di documentazione epistolare che l’ISSREC possiede.
Tali scritture sono state analizzate durante quattro laboratori condotti (a.s. 2011/12) con altrettante classi del biennio del liceo “Piazzi-Perpenti” di Sondrio (indirizzo linguistico e delle scienze umane), così programmati:
Prerequisiti: l’insegnante, in classe, fornisce agli alunni le coordinate spazio/temporali indispensabili per orientarsi nella storia del ‘900 trattata nei laboratori.
Temi: Emigrazione (età giolittiana), I Guerra mondiale, II Guerra mondiale, 25 luglio ‘43, 8 settembre ‘43, Persecuzione razziale, Deportazione militare, Resistenza
Fasi di lavoro
1. lettura di una lettera (anche da parte dei ragazzi)
2. analisi delle costanti (codice di apertura, chiusura)
3. analisi del contenuto e sforzo di contestualizzazione (inferenze)
4. analisi stilistica: grafia, morfosintassi, scelte lessicali
5. analisi culturale (mondo contadino, affetti familiari)
Restituzione
stesura spontanea, in classe, di un testo che riporti impressioni e riflessioni degli alunni
sintesi complessiva a cura del conduttore del laboratorio [fm]
Un modello di educazione intergenerazionale nel mondo contadino valtellinese
a cura di Fausta Messa
Dall’Archivio Giulio Spini di Morbegno – SO
La ricchissima raccolta di lettere familiari dell’Archivio Giulio Spini di Morbegno – SO permette lo studio di importanti aspetti della vita sociale, culturale e materiale del mondo contadino, analizzato dalla prospettiva di Campo Tartano, piccolo villaggio di montagna situato a 1049 metri sul livello del mare.
Il pregio di tale raccolta è dato dalla conservazione di lettere e cartoline scambiate tra genitori e figli e tra fratelli in un arco temporale che abbraccia tre generazioni, dall’inizio del Novecento fino al secondo conflitto mondiale.
Le necessità economiche e la contingenza storica incisero anche sugli spazi, non solo sui tempi, come emerge chiaramente da luoghi e date riportati in epigrafe alle lettere: se il capostipite Bonifacio Spini si mosse esclusivamente da Campo ai maggenghi inferiori, seguendo l’antico e ciclico percorso stagionale dei pastori, i figli e poi i nipoti dovettero chi andare all’estero in cerca di lavoro, o forse anche per sfuggire all’obbligo militare, chi sui vari fronti dei due conflitti mondiali.
È la lontananza che spinge all’uso della scrittura contadini che hanno imparato a leggere e a scrivere sui banchi di scuola, frequentati fino alla terza elementare, ma che hanno avuto una formazione morale e civile soprattutto attraverso l’istruzione religiosa e l’educazione familiare.
È commovente leggere come le medesime raccomandazioni, su come comportarsi lontano dalla famiglia, siano le stesse da una generazione all’altra.
L’uso dello stereotipo, soprattutto in apertura e in chiusura, impone una civiltà di modi, una tenerezza di linguaggio, sorprendente nel mondo contadino, soprattutto valtellinese, in cui la comunicazione è essenziale, se non addirittura brusca e sbrigativa, come emerge da tanta letteratura.
Da notare come, a metà degli anni Trenta, incominci a profilarsi uno strappo nella tradizione: cambia l’economia anche nella piccola valle, e ciò richiede nuovi saperi e nuove aperture, affrontate con una certa diffidenza dalla generazione dei padri, con spirito di intraprendenza e determinazione dai figli. Se infatti la tradizione imponeva di rispondere all’incremento demografico con l’emigrazione, ora, attraverso una maggiore istruzione, si cercano soluzioni di sviluppo a livello locale. Ed è così che, attraverso gli studi dei figli, anche i padri si emancipano, costruiscono un pensiero più autonomo, meno stereotipato. Il padre contadino affina sempre più la scrittura, fino ad arrivare all’utilizzo di citazioni di filosofia patristica apprese dal figlio. (si veda li 30-XII- 1941 ore 24. Mio Giulio)
Mentre le lettere del nonno Bonifacio al figlio militare sul fronte della I Guerra mondiale esprimono essenzialmente la preoccupazione che Giuseppino non dimentichi le pratiche religiose, uniche capaci di mantenerlo saldo e coraggioso di fronte a un evento considerato alla stregua di una sciagura naturale, nelle parole che intercorrono tra Giuseppe e il figlio Giulio, venticinque anni dopo, si legge una forte maturazione politica, la consapevolezza di essere soggetti di diritto, non solo di doveri: dal tempo naturale si è entrati nel tempo degli uomini.
Nelle lettere della I Guerra mondiale, mescolate alle giaculatorie e alle preghiere per i cari defunti, compaiono notizie riguardanti il lavoro dei campi, l’allevamento, la salute degli animali da una parte, dall’altra la richiesta di generi alimentari, di vestiario, soprattutto di calze e di scarpe.
Negli scambi epistolari della II Guerra mondiale emerge una dimensione nuova, quella dell’interiorità (espressione di quei sentimenti che nelle generazioni precedenti non potevano essere comunicati, se non nelle formule di avvio e di chiusura), della riflessione teologica, dell’analisi politica.
Identica rimane l’assunzione del ruolo genitoriale, nella naturale rotazione generazionale: guida amorosa e sicura dei figli ai valori condivisi della comunità.
Testo completo (pdf, 46 KB)
con la trascrizione di alcune lettere dell’Archivio Giulio Spini di Morbegno – SO
Credaro e la Pubblica Istruzione. Il Sottosegretario, il Ministro, il Vicepresidente del Consiglio Superiore della P.I. (1906-1923)
Approfondimenti su Luigi Credaro
L’impostazione e l’allestimento di questa sezione del portale è contestuale e funzionale alla preparazione dell’Edizione nazionale delle opere di Luigi Credaro e alla costituzione del Centro studi e documentazione sull’insigne studioso e politico valtellinese presso la Biblioteca che reca il suo nome.
Fa riferimento, nella sua interna articolazione, alla parabola biografica e intellettuale di Credaro, seguendo un criterio insieme cronologico e tematico.
Per ogni sezione è previsto l’inserimento di fotoriproduzioni e trascrizioni di testi a stampa e documenti d’archivio di e su Luigi Credaro, editi e inediti.
- Luigi Credaro – Uno sguardo d’assieme. Bibliografie degli scritti di/su Luigi Credaro. Le ricerche, gli studi, i corsi e le tesi di laurea su Luigi Credaro.
- Credaro studente: dal Piazzi di Sondrio al Ghislieri di Pavia. I concorsi di Credaro (1871-1883).
- Credaro professore liceale: da Fano a Roma (1884-1889)
- Credaro all’Università di Lipsia (1887-1888)
- Credaro professore di storia della filosofia (Pavia, 1889-1901)
- Credaro, gli insegnanti italiani, l’associazionismo. L’Unione Magistrale Nazionale, l’Associazione nazionale per gli studi pedagogici.
- Credaro professore di pedagogia e direttore della “Scuola pedagogica” (Roma, 1902-1935). La didattica universitaria: libretti e testi delle lezioni, tesi di laurea, ecc.
- Credaro fra Montecitorio e Palazzo Madama. Credaro deputato del collegio di Tirano (1895-1919). Credaro senatore (1919-1939).
- Credaro e la Pubblica Istruzione. Il Sottosegretario, il Ministro, il Vice-Presidente del Consiglio Superiore della P. I. (1906 / 1910-14 / 1914-1923). Le ispezioni e i viaggi di studio.
- Credaro Governatore Generale Civile della Venezia Tridentina (1919-1922)
- Credaro e la politica accademica. Il Preside alla “Sapienza” (1903-1919). I concorsi.
- Credaro politico e amministratore locale (Comune di Sondrio, Comune di Pavia, Deputazione provinciale di Sondrio)
- Credaro organizzatore di cultura. La “Rivista Pedagogica”. Le accademie, le istituzioni scientifiche e di cultura italiane (con riproduzione di brani antologici e degli indici della “Rivista”).
- Erminio Troilo, Considerazioni sullo spirito pedagogico della filosofia di Kant
in: “Rivista Pedagogica”, 1924 (pdf, 2.5 MB) - Convegno Erminio Troilo: da Perano ai Lincei
Perano, 26 maggio 2012 (pdf, 808 KB)
- Erminio Troilo, Considerazioni sullo spirito pedagogico della filosofia di Kant
- Credaro in Europa e nel mondo, fra politica, cultura e scuola. Rapporti con la Svizzera, la Germania, l’Austria, ecc.
- Credaro fra “pubblico” e “privato”. La vita familiare, i rapporti con la sua terra. Le tre città di Credaro: Sondrio, Pavia e Roma.